Val Germanasca

Sentieri dell'Ecomuseo, Arturo Genre

cod. 007

Il sentiero Arturo Genre è un sentiero toponomastico, naturalistico nella zona tra Massello e Maniglia che interessa diverse località care ad Arturo Genre: storico-linguista ed autore del dizionario del dialetto occitano della Val Germanasca. L’itinerario da lui amato e descritto, parte proprio dalla borgata della sua abitazione: il Serre di Maniglia. Il sentiero è adatto a qualsiasi tipo di escursionista purché allenato. Si snoda all’interno di valloni incontaminati e borgate ancora intatte. Si attraversa una vecchia zona di estrazione mineraria di talco, antiche cave di pietra, piazzole di carbonaie, alpeggi e luoghi panoramici.

DESCRIZIONE DELL'ITINERARIO
L’inizio del percorso partendo da Maniglia (Perrero) è nella borgata Serre (lou Sère), luogo dove ha vissuto Arturo Genre, studioso della lingua locale – patouà. Lasciata l’auto in questa località, si prosegue per un centinaio di metri su strada sterrata con percorso pianeggiante sino ad incontrare la mulattiera su cui si svolge l’intero itinerario. Svoltare a destra e risalire per un breve tratto attraversando la strada carrozzabile. Dopo un altro breve tratto di mulattiera si raggiunge una strada carrozzabile sterrata. Svoltare a sinistra e percorrerla per circa 1 Km. Poco prima della borgata Boccetto (lou Boûchét) abbandonare la strada ed imboccare la mulattiera che sale sulla destra.
Proseguire sino a raggiungere il piccolo villaggio Couins (lou Couins); giunti sotto le case, proseguire sulla destra e risalire in centro all’abitato. Seguire la mulattiera che, al termine delle case, si inoltra in un bosco di conifere e faggi dove si possono notare le piazzole che testimoniano l’esistenza di antiche carbonaie. Con un tracciato piuttosto ripido si raggiunge la località Malzet (lou Malzé). Da questa località il sentiero continua in salita e incrocia un pianoro ora inerbito: anche questo testimonianza di un’antica carbonaia.
In breve tempo si esce dal bosco di pini silvestri e si raggiunge la quota più alta dell’itinerario: la Fracho, corrispondente alla linea di displuvio che divide il territorio di Maniglia (Perrero) dal Comune di Massello.
Da qui in pochi minuti ci si trova nelle vicinanze delle miande di Pic; in breve si raggiunge Pra la Granjo altro pianoro alla base della vasta prateria dell’alpe di Coulmian. A questo punto inizia la pista forestale che scende nel bosco di larici e faggi del Vahìe. Si arriva quindi alle baite di Troncea (la Trounchéo). Da Troncea si scende fino alle baite del Praiet (lou Praiét) da qui si imbocca a sinistra la mulattiera che, attraversato un ruscello, si inoltra nel bosco di Bô lâ Traversa fino ad arrivare al belvedere del Bric d’lâ Porta dove si apre una visione panoramica su vari villaggi di Massello.
Il tratto per raggiungere la bella borgata di Porte (lâ Porta), ordinata e parzialmente ancora coltivata, è breve. Da Porte ci si avvia lungo la strada asfaltata per circa 1 Km fino alla deviazione indicata per la Gardëtto e si imbocca nuovamente un sentiero che dopo un breve tratto di risalita e poi una cinquantina di metri piuttosto pianeggianti giunge appunto a la miando dë la Gardëtto.
Il sentiero dalla baita de la Gardëtto, scende per tornanti nella faggeta fino alla borgata di Ciaberso (lou Chabèrs). Poco oltre si giunge a Caire (lou Caire), sede della Chiesa cattolica; un po’ più a valle, immerso nel bosco, si vede il tempio valdese.
Sotto la Chiesa cattolica si scende per la mulattiera che porta all’incrocio con la strada provinciale asfaltata località lâ Laramuza. Si svolta a sinistra proseguendo per circa 1 Km fino a raggiungere il ruscello del Bâ dâ Pons, che segna il confine tra i Comuni di Perrero e Massello.
Si imbocca poi la mulattiera che risale sulla sinistra della Provinciale in un’ombrosa pineta, conduce in vista dei ruderi del Vallone di Maniglia (lou Valoun) e nell’omonimo sito minerario del talco, dismesso alla fine degli anni ’60 del secolo scorso.
Giunti in vista dei fabbricati della miniera, non si attraversa il ponte di ferro che si trova a destra ma si segue il sentiero che si inoltra nel vallone costeggiando il muro di sostegno del tracciato della decauville di servizio della miniera. Si attraversa quindi più a monte, il Riou dë la Moulotto e si risale con alcuni tornanti sul versante opposto sino a raggiungere i prati e i pascoli soprastanti. Da qui, dopo aver attraversato un sito dove si intravedono tracce di un antico insediamento (l’Oucho), con un percorso quasi pianeggiante si raggiunge la borgata Serre (Lou Sère).






FONTE: Ecomuseo delle miniere e della Val Germanasca ● www.scopriminiera.it ● Il sito dell'ente è un'ottima fonte per ottenere informazioni sulla Val Germanasca, in particolar modo per quanto riguarda le antiche miniere, le iniziative culturali e la sentieristica. PER INFORMAZIONI: Tel./Fax 0121.806987 - info.ecomuseo@scopriminiera.it

SCHEDA TECNICA

Località di partenza: Serre di Maniglia
Località di arrivo: Serre di Maniglia
Difficoltà: (EE) escursionisti esperti
Dislivello: 800 m in salita, 800 m in discesa
Tempo di percorenza: circa 5 ore e 30 minuti
Download: Tracciato GPS