Parco Dolomiti Friulane

Anello Truoi di Bianchi

cod. 004

Itinerario di alta montagna, con stazioni vegetazionali e faunistiche significative evidenziate da tabelle esplicative in legno.
Incamminandosi dalla località Ponte Giaf si raggiunge lungo la carrareccia (chiusa al traffico motorizzato) o lungo il sentiero 346 il rifugio Giaf. Da qui ci si incammina lungo il sentiero pianeggiante contrassegnato dal segnavia 346 che porta in breve al greto di un ruscello (sorgente); qui ha inizio la salita, lungo il pendio ghiaioso che sale verso la Forcella Scodavacca; lo si segue brevemente per imboccare verso destra l'indicazione per l'anello Truoi di Bianchi. Il sentiero si snoda inizialmente attraverso un bel bosco di abeti e larici; risalendo il crinale la vegetazione si dirada, ed il bosco lascia via via spazio alla boscaglia di pino mugo (tabelle esplicative). A quota 1600 m una fontanella lascia cadere poche gocce d'acqua sulle zolle verdissime.
Percorrendo le ultime balze erbose, il bosco riacquista consistenza ombreggiando il tratto finale che conduce sul pianoro erboso sommitale. È questo il tratto più impegnativo dell'anello. Il sentiero prosegue ora sulla radura, oltrepassa i resti del Cason dal Boschèt, umile ricovero per pastori, quindi attraversa le cenge erbose pianeggianti che solcano il versante meridionale del Monte Boschèt per portarsi nella valle che conduce alla forcella Scodavacca. La si percorre per alcune centinaia di metri in leggera salita per poi proseguire a sinistra ed iniziare un ulteriore attraversamento verso la zona denominata Las Busas di Giaf, sotto la Forcella da Las Busas. L'anello prosegue pressocchè in attraversata, verso il costone roccioso dominato dalla Torre di Forni, pervenendo ad un intaglio tra due spuntoni di roccia. Alle spalle si lascia l'imponente massiccio del Cridola ed il sentiero appena percorso che appare nettamente intagliato in mezzo alla vegetazione. Di fronte la vista si apre sulle pendici dei Monfalconi. Oltrepassato l'intaglio, il sentierino scende ripidamente ai ghiaioni sottostanti la Forcella del Cason.
Con una ripida discesa si va ad incrociare un ulteriore tracciato (che scende dalla Forcella Urtisiel) e in breve si perviene al Rifugio Giaf.






Fonte:Parco Naturale Dolomiti Friulane ● Il sito dell'ente, ben curato, fornisce numerose informazioni utili (meteo, dove mangiare, rifugi, ecc.) e pagine di approfondimenti su vari aspetti del Parco (flora, fauna, prodotti tipici, ecc.). Dal sito, inoltre, si può scaricare la modulistica necessaria per potere prenotare le visite guidate all'interno dell'area protetta, uno dei diversi servizi offerti dal Parco a chi vuole scoprire il territorio e le sue peculiarità.

SCHEDA TECNICA

Difficoltà: (E) escursionistico
Dislivello in salita: 400 m
Tempo di percorenza: circa 4 ore
Segnavia: sentieri CAI 346, 340, 342, 361
Periodo consigliato: giugno - ottobre.