Piemonte

Atmosfere autunnali: il Piemonte come il Québec

© Foto e testo: Dario BONETTO



L'idea di realizzare questa ricerca iconografica autunnale è scaturita dopo aver letto un opuscolo turistico che recitava: "La Normandia come il Québec". Era estate, mi trovavo in Francia e la pubblicità sottolineava l'inutilità di recarsi in Canada per ammirare il foliage autunnale.
In quel momento mi è tornata in mente la famosa frase di Marcel Proust: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell'avere occhi nuovi" e mi sono detto: perché non il Piemonte come il Québec? Così, nei mesi di ottobre e novembre ho girovagato per valli e montagne facilmente raggiungibili dalla mia abitazione (risiedo ad Airasca, a metà strada tra Torino e Pinerolo) con l'ambizione di dimostrare (più a me stesso che agli altri) che a volte non occorre intraprendere costosi viaggi per godere delle magiche atmosfere autunnali.
Le mie mete preferite sono state Pra Catinat e Pian dell'Alpe, facilmente raggiungibili da Torino risalendo la Val Chisone. Fanno parte del Parco Naturale Regionale Orsiera Rocciavrè che, con i suoi 11.000 ettari a cavallo delle Valli Chisone, Susa e Sangone, si estende tra le Alpi Cozie settentrionali e le Alpi Graie, ad un'altitudine compresa fra i 1.000 ed i 2.880 m del Monte Orsiera. Il Parco si trova a circa 40 Km dal capoluogo piemontese e offre un paesaggio alpestre di notevole interesse. Oltre a larici, betulle, faggi, frassini e ciliegi selvatici che inondano di colore il paesaggio nel periodo autunnale, il territorio è ricco di fauna alpina: cervi, caprioli, camosci e mufloni (non autoctoni) per citare i più grandi; volpi, scoiattoli, marmotte ed ermellini, i piccoli mammiferi. Non è raro osservare il volo dell'aquila reale tra le pareti dei monti Orsiera e Cristalliera, mentre, negli ultimi anni, si rileva il ritorno del lupo.
Il Selleries (aperto e gestito tutto l'anno) è il solo rifugio della Val Chisone situato all'interno del territorio del Parco e, tra i cinque esistenti, è quello che si trova alla quota più elevata (2.030 m). Gli altri sono il rifugio Amprimo, il rifugio Toesca e il rifugio Val Gravio, in Valle Susa; il rifugio Balma, in Valle Sangone. È possibile compiere un percorso escursionistico ad anello (giro dell'Orsiera) di 5 giorni, avendo come punti di appoggio i cinque rifugi.
Un altro itinerario di sicuro interesse naturalistico e paesaggistico è il Sentiero del Plaisentif. Una lunga traversata in quota che collega borgate e alpeggi dell’alta Val Chisone dove si produce il Plaisentif l’antico “Formaggio delle viole” che nei mesi di giugno e luglio sono in piena fioritura. Percorrendo il medesimo percorso nel periodo autunnale è possibile udire i bramiti dei cervi che echeggiano tra i boschi di larice in livrea autunnale.
Altre mete caratteristiche più volte visitate nelle mie escursioni fotografiche sono state la Comba dei Carbonieri e il Vallone del Pra, entrambi situati nella Valle Pellice. Quest’ultima si trova nelle Alpi Cozie settentrionali ed è la più meridionale delle valli della provincia di Torino. La Comba, che nella “lingua” locale significa valle stretta, è profonda ed è caratterizzata da un vasto bosco di larici che riveste tutti i versanti fino a quota 2.000. La valle è percorsa dall'impetuoso torrente Ghicciard che, nella parte bassa, è circondato da aceri, betulle e faggi e nelle cui pozze dette “tumpi” si raccolgono le foglie autunnali in ammassi turbinanti. In auto, lungo una strada molto stretta che a volte si affaccia su strapiombi di parecchie decine di metri, è possibile salire fino al rifugio Barbara Lowrie (1.800 m circa). Dal piazzale del parcheggio inizia la strada sterrata che, girando intorno alla riserva del Barant, porta al Vallone del Pra, comunque più facilmente raggiungibile da Villanova, che dista pochi chilometri da Bobbio Pellice.
Lasciata l'auto nel parcheggio di Villanova, consiglio di percorrere l'itinerario che attraversa il borgo, passa vicino alla fontana e scende verso il ponte di legno.
Il sentiero è segnalato da un cartello e poi da segnavia bianchi e rossi. Si risale l'aspro vallone del Pian dei Morti e il panorama si apre soltanto arrivando alla Conca del Pra, con ampia vista della dorsale che chiude il lato occidentale del pianoro per culminare sul Monte Granero. A circa metà tragitto, si incontra la caratteristica cascata del Pis. La Conca è ampia e pianeggiante e presenta vari boschetti di larici; sui due lati si stagliano ripidi versanti boscosi. Dal rifugio Willy Jervis (1.732 m) parte il sentiero che raggiunge il monte Granero che, con i suoi 3.171 metri, permette di ammirare una grandiosa vista sul Monte Viso (3.841 m) e su tutto l'arco alpino occidentale.
Alle pendici del monte Granero nasce il torrente Pellice, il quale quando confluisce nel Po è di fatto maggiore rispetto a quest'ultimo sia per portata sia per distanza percorsa; secondo alcuni, dunque, a sfociare nell'Adriatico non sarebbe il Po ma il Pellice.
Altre mete poco distanti da Torino per ammirare il foliage autunnale sono la Valle Germanasca, la Valle di Susa e la Valle Po. La Valle Germanasca, facilmente raggiungibile dalla Valle Chisone, inizia alla confluenza della Germanasca con il torrente Chisone, a Perosa Argentina. Essa si inerpica ripida fino ai 1.500 m della Conca di Prali, diramandosi, lungo il percorso, nei valloni laterali di Riclaretto e Faetto, sulla sinistra della strada provinciale, di Massello, Salza e Rodoretto, sulla destra. Percorrendo la strada verso le varie località, ci appariranno scorci di rara bellezza. Il torrente Germanasca in alcuni punti è assai impetuoso, circondato da betulle, aceri e faggi; verso le quote più elevate, i larici si colorano di sfumature che vanno dal giallo pallido al marrone. Nel territorio comunale di Perrero, nell’alto Vallone di Faetto, si trova il Parco Naturale Conca Cialancia che comprende il Vallone della Balma, la Conca Cialancia ed il Lago del Lausoun.
Nell’occitano parlato in Val Germanasca “ Chalancho” significa “Valanga” e tutto il territorio del parco è solcato da numerosi canaloni in costante mutamento.
È possibile addentrarsi nel parco percorrendo la vecchia pista militare e salendo fra la metà di giugno ed i primi di luglio si potrà apprezzare la fioritura dei rododendri che circondano la zona del Lago Lausoun. Da Prali invece, è possibile risalire con una comoda seggiovia fino ai 13 laghi, dove si può ammirare un paesaggio mozzafiato. La Valle di Susa è una valle alpina situata nella parte occidentale del Piemonte, ad ovest di Torino. Nei pressi di San Giòrio di Susa, in località Cortavetto, è possibile accedere al lago “Il paradiso delle rane”, il cui nome, piuttosto curioso, viene usato per indicare due piccoli specchi d'acqua che si trovano sul versante della Valle di Susa del Parco Orsiera Rocciavrè. I riflessi di betulle, aceri e faggi sulle acque sono davvero spettacolari. Da qui è possibile raggiungere, tramite un sentiero che attraversa un bosco di faggi, i rifugi Amprimo e Toesca.
Un’altra zona di grande interesse naturalistico che si estende per la maggior parte del suo territorio in Alta Val Susa e confina in Alta Val Chisone è il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand. L’area protetta parte dai 1.000 m e raggiunge quota 2.600. La parte di fondovalle è dominata dalle latifoglie come tigli, betulle, faggi, frassini e castagni. La parte centrale del Parco presenta fitti boschi di abete rosso e di abete bianco. Nella parte alta si trovano larici e pini cembri, alternati da vasti pascoli che occupano la parte superiore del Parco. La fauna presente nel Gran Bosco è molto ricca di ungulati, quali cervi, caprioli e camosci.
La Valle Po, infine, è una valle alpina in Provincia di Cuneo ed è sicuramente la più nota per la presenza del Monte Viso, piramide rocciosa ai cui piedi scaturisce la risorgenza del grande fiume Po. Questa valle, ricca di paesaggi alpini emozionanti e di borgate ancora intatte, offre splendide opportunità fotografiche.
La meta più lontana dalla mia residenza da me esplorata è stata la Valle Maira. Valle stretta e pittoresca, ricca di boschi, pascoli, vette rocciose e laghi. È raggiungibile da Torino attraverso Saluzzo (CN), si prosegue poi per Dronero e da qui si inizia a risalire la valle. Dato che avevo una sola giornata a disposizione, mi sono recato nella zona di Celle Macra.
Celle Macra è formata da 16 borgate e dalla chiesa di borgata Castellano parte un lungo sentiero immerso nei boschi che si aggancia successivamente ad un tracciato GTA che porta alle Grange Serra e Martini. Man mano che si sale si ammira uno spettacolo entusiasmante sulle vette dell’altro versante della valle: il Monte Chersogno, il Pelvo e il Monviso in lontananza.
Dopo questi due mesi di intenso “Giro in Giro” fotografico, ho realizzato che, anche a pochi chilometri da grandi città come Torino è possibile trovare (per chi ha voglia di esplorare) luoghi unici e poco conosciuti che specialmente nel periodo autunnale offrono paesaggi affascinanti e ricchi di atmosfera. Nelle immagini da me realizzate, ho sempre cercato di privilegiare il lato artistico, andando a cercare quella luminosità che mi piace definire “evocativa”, scattando spesso in controluce e impiegando "tempi lenti", allo scopo di esaltare il movimento e la forma. Amo le composizioni semplici, in cui la luce diviene appunto la vera protagonista dell’immagine. Per me fotografare significa innanzitutto “catturare il momento che mi ha reso felice” e condividerlo con chi ha voglia di soffermarsi ad osservarlo.
Spero di essere riuscito nell’intento.

(© RIPRODUZIONE RISERVATA)



Dario Bonetto, appassionato fotografo di quarantasei anni, dopo aver fotografato su pellicola per tanti anni, nel 2007 approda al digitale, tecnologia che gli consente non solo di rappresentare la realtà, ma anche di interpretarla secondo uno stile personale. Predilige il Reportage e la fotografia paesaggistica e nelle sue immagini prevale sempre il lato artistico e quella luminosità che gli piace definire "evocativa". Scatta spesso in controluce impiegando "tempi lenti" allo scopo di esaltare il movimento e la forma. Ama le composizioni semplici, in cui la Luce diviene appunto la vera protagonista dell'immagine. Dice che per lui fotografare significa innanzitutto "Catturare il momento che mi ha reso felice" e "condividerlo con chi ha voglia di soffermarsi ad osservarlo". Risiede ad Airasca in provincia di Torino a pochi chilometri dalle Vallate Olimpiche di Torino 2006.
Utilizza fotocamere reflex Canon e realizza tutti gli scatti solo in formato RAW. Successivamente fa "Emergere" la LUCE catturata in Photoshop.
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