Sulle orme del lupo

© Testo e foto: Franco VOGLINO e Annalisa PORPORATO
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È notte sulle Alpi Marittime, l’ultima luce è stata ingoiata dalle montagne di roccia circostanti. Noi siamo al calduccio della tenda, in un territorio selvaggio dove non è più l’uomo al vertice della catena alimentare… ma il lupo.
È questo il reale fascino del magnifico trekking denominato “Trekking del Lupo”, un percorso ad anello di suggestiva bellezza che percorre, sulle “orme del lupo”, due parchi naturali con ecosistemi intatti: il Parco delle Alpi Marittime (in Piemonte) e il Parco del Mercantour (in Francia), entrambi con branchi stabili di lupi.
La particolarità dell’itinerario consiste nel fatto che la partenza e l’arrivo prevedono la visita di due centri faunistici specializzati nell’illustrare la vita, il comportamento e la storia di questo magnifico animale.
Siamo stanchi per la dura tappa della giornata, ma il pensiero di essere in solitudine nel territorio di questo mitico animale ci rende vigili e con i sensi in allerta ad ogni minimo rumore nel buio. Lo sappiamo che il lupo ci ha fiutato da chilometri di distanza e ha percepito la nostra presenza da molto tempo. Sappiamo anche che non si avvicinerà. Per lui siamo cosa grama, la causa della sua quasi estinzione, il nostro odore lo terrà alla larga.
Non siamo cacciatori, ma questo forse non lo sa.
Sbagliato mi fa notare Annalisa, cacciatori lo siamo anche se di sole immagini...
Questo mi fa tornare alla mente un racconto che avevamo pubblicato tempo fa per una rivista di natura, un racconto provocatorio e paradossale sull’esasperazione di un certo tipo di fotografia naturalistica.
Si intitolava “Gabbie digitali” e narrava che...
"Quando il lupo Alpha seppe dagli ululati dei suoi compagni lontani che il cacciatore di immagini F. avrebbe valicato le Alpi per arrivare fino a loro nel Mercantour si rese conto di non avere scampo. Il potente obbiettivo con il moltiplicatore di focale era un oggetto di precisione formidabile e non avrebbe permesso la salvezza.
Quando F. arrivò in una sera piovosa d'inizio estate a St. Martin de Vesubie (sulle Alpi Marittime) iniziò a perlustrare il territorio alla ricerca di indizi e tracce.
La sua esperienza gli permise di realizzare che a pochi chilometri più a nord avrebbe trovato Alpha. Il buio incombeva e la stanchezza della giornata lo costrinse ad addormentarsi in una fumosa locanda del luogo. Sognò il lungo viaggio della giornata precedente, il freddo e la neve che quasi l'aveva bloccato, con altri cacciatori, sul colle della Lombarda, rischiando di far andare tutto in malora. Al mattino si svegliò di soprassalto, svegliato bruscamente dal bussare ripetuto di L. che l'avvertiva che gli altri cacciatori erano pronti ed era ora di partire. Raggiunse di buon passo e velocemente la zona di Alpha. Estrasse dalla custodia l'attrezzatura, controllò che le batterie fossero cariche. Caricò la sensibilità ad 800 iso (la più letale). Si appoggiò con cura sulla catasta di tronchi. Non rimaneva che aspettare.
Alpha non tardò ad arrivare, annusò l'aria sospettoso e guardingo, ma scelse la direzione verso F. con rassegnazione.
F. attese con freddezza: 40 metri, 30 metri, 20 metri, 10 metri, 5 metri... Alpha lo guardò negli occhi in silenzio, come in attesa.
Poi fu tutto così rapido... un cinquecentesimo di secondo, un battito di ciglia e Alpha si trovò bloccato, congelato per sempre, per l'eternità in un’immagine digitale.
Fu allora che successe.
Anomalo. Fuori controllo. Inspiegabile.
F. guardò l'immagine che intrappolava Alpha in un istante che durò come l'inverno. Poi premette il tasto "DEL" della Nikon D80 e lo cancellò liberandolo.
Nessuno gli chiese mai spiegazione del perché l'avesse fatto.
Ma F. lo sapeva.
Sapeva che un animale perfetto e libero come Alpha non poteva sopravvivere rinchiuso in un pc portatile.
Con i trasferimenti nelle claustrofobiche chiavette da 20 mega l'avrebbero rinchiuso in gabbie digitali per poi modificarlo, ridimensionarlo trasformargli i livelli e il colore del pelo...
Esperimenti digitali. Era troppo anche per un freddo professionista come lui...
"
Durante il nostro trekking molte immagini le abbiamo scattate con grande passione e con grande emozione presso le aeree faunistiche visitate, un’esperienza davvero straordinaria.
Come nel racconto la foto più bella che conserviamo nella mente è l’immagine “immaginata” del lupo “Alpha” che corre libero sulle sue montagne.


IO SONO IL LUPO

Io sono il lupo.
La fame è la mia compagna,
la solitudine la mia sicurezza.

Io sono l'istinto.
il freddo è il mio giaciglio,
il vento la mia sola coperta.

Io sono il silenzio.
Un'ombra nella foresta
impronte lungo il fiume
occhi di brace nel profondo buio.

Io sarò forse ucciso,
mai disperso, cancellato
come immortale spirito del bosco
di nuovo vigore sarò creato.
Io sono il lupo.

Anonimo



Franco Voglino e Annalisa Porporato sono fotografi e appassionati trekker che collaborano con riviste del settore outdoor e viaggi. Amano viaggiare in modo autonomo realizzando immagini con i ritmi lenti del cammino. In questi anni hanno realizzato reportage in diversi paesi del mondo. Inoltre hanno documentato, tra l'altro, il Cammino di Santiago, il Sentiero del Re (a nord del circolo polare artico) e il lungo sentiero della West Highland Way (Scozia). Con la nascita della piccola Nora si sono specializzati in itinerari “famiglia”, sviluppando percorsi a “misura di bimbo”. Hanno pubblicato diverse guide per baby trekker e non solo. Per approfondimenti sui nuovi progetti e su tutte le pubblicazioni realizzate potete consultare il sito internet: www.madotao.it

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IL TREKKING DEL LUPO
per grandi e piccini

Annalisa Porporato - Franco Voglino

Titolo unico nel suo genere, grazie al fascino indiscusso che ha il lupo sui bambini di ogni tempo. Una settimana attraverso il Parco delle Alpi Marittime, in Piemonte, fino al Parco del Mercantour, in Francia, dove sarà possibile vedere i lupi da vicino; al ritorno si percorrono, invece, le antiche strade reali di caccia.



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