Cammino di San Benedetto

Diario semiserio di due pellegrini anacronistici

© Testo e foto: Massimo TOALDO
Pagina 1 di 2

Eccomi qua, alla fine ho voluto scrivere qualcosa su questa bellissima esperienza, il Cammino di San Benedetto...
Ha tutto inizio in un assolato sabato di luglio, quando in una bottega equo solidale guardando qua e là vengo attirato in particolare da un libricino, IL CAMMINO DI SAN BENEDETTO, e come si dice è amore a prima vista, subito vengo attratto da questo tipo di vacanza non inusuale per me a dire il vero ma ormai da troppo tempo lasciata da parte. Niente di spirituale intendiamoci, solo una voglia di scoprire e conoscere una parte d’Italia a me sconosciuta in un modo diverso, esplorare e conoscere persone attraverso un Cammino. Inizialmente l’idea è quella di farlo in bici, tento di convincere un amico ma niente da fare, se non che proprio in quei giorni mi scrive FLAVIO, un amico conosciuto in una maniera particolare tramite un forum di una radio, ci conosciamo ancora poco, ma da quel poco comunque sembriamo sulla stessa linea d’idee almeno per alcune cose; ecco tornando a noi FLAVIO mi propone di andare a fare il CAMMINO DI SANTIAGO a piedi, dopo un attimo di sorpresa gli rispondo che avevo già fatto Santiago, ma che se proprio aveva voglia io avevo trovato quest’altro cammino che mi sembrava interessante.
Detto fatto, mi sembra entusiasta pure lui, così parte l’operazione “CAMMINO DI SAN BENEDETTO“, richiediamo quindi tramite il sito la credenziale per fare il Cammino da esibire nei posti di accoglienza pellegrina. E subito veniamo contattati da SIMONE FRIGNANI l’autore del libro e ideatore di tutto il Cammino.
Il Cammino vuole ripercorrere la storia di San Benedetto, dalla sua nascita a NORCIA alla sua morte a MONTECASSINO, attraversando un pezzo di Umbria, ed il Lazio per tutta la sua estensione, passando attraverso le province di Rieti, Roma e Frosinone, fino appunto a MONTECASSINO. 310 km a piedi e 340 in bici divisi equamente in 16 tappe, quello che non sapevo era che in realtà il Cammino era appena stato creato, insomma eravamo tra i primi a provarlo... che emozione! Finalmente ecco il giorno della partenza, non vedevo l’ora, lasciamo la macchina a SPOLETO come consigliato da Simone, così da poterla riprendere facilmente al ritorno, e in pullmann ci portiamo a NORCIA. Subito capiamo di essere entrati in un altro modo di vedere le cose, l’autista ogni tanto si ferma, scende e si mette a chiacchierare con i colleghi che incontra, il tutto senza la benché minima protesta della gente che attende senza fare una piega... benvenuti al centro sud; noi del profondo nord non siamo abituati a simili consuetudini di fare le cose con calma e non di corsa come ormai purtroppo da noi si fa, ma nessun problema, presto ci si abitua e non è poi così male; anzi molto meglio fare le cose senza nessuno che ti corre dietro, un’altra vita...
Il benvenuto di inizio avventura ce lo dà Simone, con il quale rimarremo telefonicamente in contatto per tutto il Cammino, per segnalare variazioni o altro e accertarsi da parte sua che vada tutto bene; ci avvisa che oltre a noi ci sono altre 4 persone che in quei giorni iniziano il cammino ANNA e VITTORIO con i quali condivideremo gran parte del cammino e due ragazze di Firenze MARIA LUCE e STELLA, che invece vediamo di sfuggita il giorno della partenza, decidono di fermarsi un altro giorno per vedere un’altra cosa consigliata, rimarranno sempre in contatto virtuale con noi, sapremo dei loro spostamenti senza mai più vederle, la leggenda delle sante pellegrine...
Siamo in un bellissimo ostello ricavato in un vecchio convento, a NORCIA tutto ricorda San Benedetto, salami, prosciutti, negozi di norcineria... ma perché bisogna partire da qua... dovrebbe essere l’arrivo trionfale... Ma non ci facciamo influenzare certo da queste piccolezze, infatti la sera ci piazziamo alla famosissima SAGRA DELLA TROTA FARIO mica pizze e fichi!
Beh alla fine è arrivato il momento di partire, in fondo siamo venuti per questo, per camminare, ecco i primi segni si si sono loro, che emozione! L’inizio è soft, tranquille stradine in deliziosi paesini alternate a comodi sentieri per arrivare a CASCIA, le uniche difficoltà in questi giorni sono date soprattutto dal caldo, un caldo soffocante a volte ma che lascia spazio a serate fresche e ventilate, il Cammino è iniziato!
A Cascia partecipiamo a una simpatica serata “MANGIA CON GLI ANTICHI ROMANI“ in realtà, questa particolare serata è organizzata da un professore di archeologia, che per autofinanziare degli scavi in zona (visto che prendeva ben poco dalle istituzioni) si è inventato (coinvolgendo tutti i suoi studenti che partecipavano agli scavi) una serata a base di cibi della Roma antica presi proprio da ricette dei tempi, con tutti i ragazzi vestiti da romani che si cimentavano anche in un simpatico spettacolo, unendo cosi l’utile al dilettevole in modo da non fare pesare nulla ai ragazzi. Di questi tempi si sa, ci vuole molta fantasia per sopperire alla mancanza di fondi... decisamente una bella iniziativa, da premiare!
Nei primi giorni saremo nelle zone di santa Rita, attraverseremo appunto CASCIA, ROCCAPORENA paese natale di santa Rita, dove arrivano pullman di devoti per vedere la casa, il santuario, la grotta e lo scoglio sacro; fino ad arrivare a MONTELEONE DI SPOLETO, cittadina a me sconosciuta ma che si è rivelata una piacevole sorpresa, decisamente incantevole. Devo dire, come la gran parte dei paesini che incontreremo sul Cammino, tutti molto carini e accoglienti, prevalentemente di impronta medievale, in cima un colle con una rocca, dove immancabilmente il nostro posto per dormire si trova sempre in cima, quasi l’ultima casa del paese ahimè, del resto che pellegrinaggio è senza sofferenza? A Monteleone invece la nostra collocazione è un bellissimo e accogliente agriturismo a 3 km dal paese in uno scenario incomparabilmente bello... L’AGRITURISMO COLLE DEL CAPITANO, dove passeremo una piacevolissima serata insieme a Vittorio, Anna e i gestori dell’agriturismo decisamente simpatici e molto ospitali, riusciamo pure a cimentarci in cucina, dove Flavio prepara per i commensali la BAGNA CAUDA, specialita’ torinese, tra la gioia e le ola dei presenti!
Le nostre giornate, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non iniziano di buon mattino, come si consiglierebbe per camminare con il fresco; noi siamo dei pellegrini anacronistici, molto meno che seri: cosi si parte non prima della 9, in compenso si cerca di evitare le ore più calde, facciamo delle soste strategiche dalle 13 alle 15 per mangiare, rilassarci e cercando di sfruttare ogni piccolo angolo d’ombra facendo piccole soste. Poi a differenza di Anna e Vittorio, molto più organizzati, che avevano già prenotato tutti i posti da dormire, noi si chiama di giorno in giorno. E qui nasce la leggenda delle FATINE: tanti b&b e ostelli erano gestiti da donne, quando si prenotava e rispondeva una voce femminile gentile e carina la battezzavamo come FATINA, e puntualmente si rivelavano essere proprio così, delle fatine! Che ci accoglievano sempre molto gentilmente rendendo così un po’ meno faticoso il nostro Cammino. Grazie fatine!
Altra tappa tranquilla, quella che ci porta nel Lazio a LEONESSA, solo il solito caldo torrido che si fa sentire sulla bella strada della miniera, 5 km sotto il solleone senza un minimo d’ombra... li mortacci... Leonessa, quasi inutile dirlo, altro paese splendido che si riversa nella bellissima piazza centrale; altro paese e altra esperienza imperdibile, dormiamo presso i frati cappuccini, sempre con Anna e Vittorio partecipiamo alle loro funzioni e mangiamo con loro, sono in pochi, 6 in tutto, tra cui anche un ragazzo giovane che era in noviziato, abituati a stare in mezzo alla gente, ci danno molto, molto accoglienti e alla mano: è stata decisamente una bella esperienza.



ACQUISTA LA GUIDA ONLINE ● Sconto 15%


Il cammino di San Benedetto

Simone Frignani

Nella guida troverete tutto quello che c'è da sapere per mettersi in cammino: le cartine dettagliate, la descrizione del percorso, le altimetrie, i luoghi da visitare e dove dormire.



MADONIE A PIEDI
24 itinerari escursionistici nelle "Alpi di Sicilia"

Vincenzo Anselmo

Nella guida, ampiamente illustrata con fotografie ricercate e di grande effetto, troverete tutto quello che c'è da sapere per mettersi in cammino e scoprire i luoghi più affascinanti delle Madonie, una delle aree protette di maggiore pregio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale della Sicilia.

POTREBBE INTERESSARTI

Sintesi di tutte le tappe del
Cammino di San Benedetto

Simone FRIGNANI