Cammino di San Benedetto

Beato te, pellegrino, se il cammino ti apre gli occhi a ciò che è invisibile agli occhi

© Testo e foto: Riccardo FERRARI
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L’appuntamento con “il Cammino” diventa ogni anno più desiderato e atteso. Nuovi paesaggi, nuove esperienze, nuovi incontri ci attendono sul sentiero e, per una settimana, questa scoperta diventa l’unica cosa che conta della giornata: camminare, guardare, stupirsi, gustare.
Il cammino scelto quest’anno presenta una novità e, allo stesso tempo, una continuità. La continuità è che anche questo tratto si innesta nel progetto iniziato ormai quattro anni fa (agosto 2009) che, partendo dal santuario della Verna (Arezzo) ci vedrà (a Dio piacendo) pellegrini a Monte Sant’Angelo sul Gargano, sulle orme di San Francesco e dei tanti pellegrini medioevali che erano diretti in Terra Santa.
La novità è che abbiamo voluto percorrere un cammino “benedettino”, alla scoperta di questa altra grandissima figura, San Benedetto, padre del monachesimo, fonte della spiritualità di tante comunità religiose che hanno preso a modello la sua regola, patrono (e a ragione) dell’Europa. Ricordiamo che san Benedetto vive tra il 480 e il 547 d.C. e quindi ancora agli inizi dell’esperienza cristiana e contribuisce in maniera determinante nella sua diffusione non solo in Italia, ma, attraverso i suoi monaci, in tutta Europa.
Il cammino dello scorso anno aveva fatto tappa a Roma, partendo da Rieti e la Valle Santa. La meta prefissata di quest’anno era l’abbazia di Montecassino e i percorsi possibili erano due: il cammino della “Francigena del sud” che da Roma punta a Monte sant’Angelo, oppure “Il Cammino di Benedetto” proposto da una bella guida redatta da Simone Frignani. Questo cammino, in realtà, parte da Norcia (paese natale di san Benedetto) per concludersi a Montecassino, all’abbazia dove è morto ed ora riposano le sue spoglie insieme a quelle della sorella santa Scolastica. Il fascino, la curiosità di incontrare San Benedetto e un percorso (sulla carta) più isolato e naturalistico ci ha portato a scegliere questa seconda proposta nella sua parte finale: da Subiaco a Montecassino; e non ci siamo pentiti. (vedi il sito internet: http://www.camminodibenedetto.it/)

Quindi si parte. Sono le 6.15 di un mattino buio e piovoso (venerdì 5 aprile) quando partiamo in macchina da Calino direzione Subiaco.
È proprio un tempo da lupi, al punto che sulla Torino-Piacenza sbagliamo l’innesto e invece di virare verso Bologna, continuiamo verso Piacenza... Poco male. Un caffè in autogrill e si riprende la direzione giusta.
Lasciamo il brutto tempo al nord e ci dirigiamo verso un clima più consono ai pellegrini. Dobbiamo infatti dire che in tutti i giorni del cammino abbiamo avuto giornate più che buone, con un solo episodio di pioggia (il primo giorno) che è durato lo spazio di un quarto d’ora. Poi clima ideale: soleggiato ma non caldo, ottimo per camminare.

Arriviamo a Subiaco verso le 13 e prendiamo alloggio alla foresteria dell’abbazia di Santa Scolastica. Non ci sono molti ospiti... quindi niente cena (come invece avevamo accordato); non è un grande gesto di ospitalità, tuttavia anche questo serve per metterci nel clima del “pellegrino” che tutto affronta e sopporta con sorriso e carità. Sembra una banalità, ma se non avessimo avuto la macchina... e se fossimo arrivati a piedi dopo una lunga tappa... raggiungere un ristorante non sarebbe stato un bel regalo; infatti la foresteria di Santa Scolastica è abbastanza isolata rispetto al paese ed è posta su un’altura piuttosto impegnativa da fare a piedi.

Il pomeriggio è dedicato alla visita turistica di Subiaco, una bella cittadina in provincia di Roma, che ha dato i natali anche alla famosa Gina Lollobrigida. Abbiamo ammirato il panorama dall’altura su cui sorge la rocca dei Borgia, siamo discesi verso la chiesa di S. Andrea ricca di un giardino verde ai piedi dell’altare con tanto di cascatella... Poi uno sguardo alla chiesa di San Francesco per transitare, infine, sul ponte di San Francesco, un bellissimo ponte romano ben conservato e suggestivo.
Ma il gioiello prezioso di Subiaco è il monastero di San Benedetto, aggrappato alla montagna. Un posto straordinario, unico. Bello sia nella architettura, che nell’arte che lo decora e lo impreziosisce, con le sue chiese ben affrescate, le grotte, gli oratori... che lasciano meravigliati. Bello anche per la presenza dello spirito Benedettino che si respira tutto attorno. Siamo anche facilitati dal fatto che ci sono pochissimi turisti (una decina) e quindi il silenzio e la pace regna sovrana.

Nel tardo pomeriggio, verso le 17, raggiungiamo anche l’abbazia di Santa Scolastica che visitiamo accompagnati da una guida che ci illustra i tre chiostri, la chiesa, e gli altri ambienti visitabili che contraddistinguono il monastero.
Non c’è il fascino del monastero di San Benedetto, ma anche questo complesso è interessante, soprattutto dal punto di vista architettonico, e della storia che emana. È infatti la più antica abbazia fondata da San Benedetto ed è ancora molto attiva.
Sostiamo un momento in preghiera nella chiesa dove è esposto il Santissimo, poi ci spostiamo nella biblioteca dove sono in bella mostra alcune miniature e libri fantastici; ci sorprendono gli scritti di Ubertino da Casale, nome che ci riporta al film “Il nome della rosa”... Alle 18.30 un riposino in camera e inizia la preparazione finale degli zaini. Si approfitta della presenza della macchina per scartare qualche indumento e rendere lo zaino meno pesante.
L’equipaggiamento per il cammino fatto in questa stagione è un po’ diverso da quello che serve in estate; oltre ad avere indumenti un po’ più pesanti, bisogna fare i conti con la difficoltà di fare il bucato al termine della tappa: infatti l’asciugatura è molto difficile e gli indumenti bagnati rischiano di rendere ancora più pesante lo zaino. Questa è una difficoltà da mettere in conto e che non sempre è messa in evidenza nelle guide.
Dopo una cena gustosa da Checchina a base di maialetto locale e abbacchio, cicoria, broccoletti e verdure (un po’ caruccia per i prezzi della zona), festeggiamo il compleanno di Pier... con una buona bottiglia di Franciacorta.

Preghiera di San Benedetto da Norcia


Padre buono, ti prego:
dammi un'intelligenza che ti comprenda,
un animo che ti gusti, una pensosità che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
uno spirito che ti conosca, un cuore che ti ami,
un pensiero che sia rivolto a te, degli occhi che ti guardino,
una parola che ti piaccia,
una pazienza che ti segua,
una perseveranza che ti aspetti.


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