La Via Francigena di San Francesco

Il pellegrino va sempre avanti

© Testo e foto: Riccardo FERRARI
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5ª Tappa
ROMA - IL PELLEGRINAGGIO DELLE 7 CHIESE
20 Aprile 2012


Siamo giunti al penultimo giorno di questa bella esperienza. Il cammino della via Francigena di San Francesco è concluso; in questo giorno vogliamo ripercorrere il tragitto del famoso pellegrinaggio delle “Sette Chiese”, inventato da San Filippo Neri (quello di ... “Preferisco il Paradiso...”) nel corso del ‘500 e che ha avuto all’epoca un notevole interesse e partecipazione. L’itinerario tocca le sette basiliche giubilari di Roma; le quattro maggiori che sono San Pietro, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore. E le tre basiliche minori: San Sebastiano, Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo al Verano.
La sveglia oggi è alle sette; ci svegliamo sotto una pioggia fittissima e un cielo grigio, grigio. A colazione studiamo un percorso alternativo per la giornata, perché con questa pioggia è impossibile gustare il pellegrinaggio.
Mentre stendiamo il programma, il cielo di apre e compare l’azzurro e un tenue sole. Si ritorna al progetto iniziale: si parte per le sette chiese.
Partiamo da Trastevere e quindi una prima sosta è alla Chiesa di Santa Maria in Trastevere, ma sono le 8.30 e la chiesa è ancora chiusa. Ci ritorneremo... è troppo bella.
Proseguiamo verso Porta Portese e passiamo davanti alla Piramide in zona Ostiense (sono circa le 9). Imbocchiamo la lunga via ostiense e alle 9.30 siamo davanti alla bellissimo basilica di San Paolo fuori le mura (-1- 6,2 Km), che conserva il corpo dell’apostolo delle genti.
Bisogna limitare le visite all’essenziale perché il giro è lungo. Intanto il cielo è ridiventato scuro e minaccia pioggia ad ogni momento... però tiene. Ormai andiamo avanti senza paura.
Ripartiamo verso l’Appia antica dove sorgono le famose catacombe: Domitilla, Callisto e San Sebastiano. Poco prima delle 11 siamo alle Ardeatine e subito raggiungiamo la basilica di San Sebastiano (-2- 3,9 Km). Appena entrati in chiesa si scatena un nubifragio.
Approfittiamo per una visita più in tranquillità e anche per acquistare qualche souvenir. La pioggia continua a scendere forte; non possiamo neppure sperare in un autobus perché oggi a Roma c’è sciopero dei mezzi... Dobbiamo proprio farcela a piedi.
Ci copriamo bene, apriamo i nostri ombrelli e ci buttiamo sulla famosa Appia antica. La strada sarà anche suggestiva, ma con quella pioggia diventa un torrente e senza marciapiedi è anche pericolosa. Al termine, ci fermiamo alla famosa chiesa del “Quo Vadis” sia per asciugarci un attimo che per consentire al tempo di ristabilirsi; infatti la pioggia sta per terminare.
È passato di poco il mezzogiorno ed abbiamo visitato solo due chiese del “giro”. Entriamo in Roma da Porta San Paolo, costeggiando le mura Aureliane (molto belle). A 12.45 siamo alla basilica di San Giovanni in Laterano (-3- 4,3 Km), cattedrale di Roma e del suo vescovo cioè il Papa. Dedichiamo una mezz’oretta alla visita di questa imponente e antica basilica. Il cielo alterna pioggia a schiarite e intanto approfittiamo per un pranzetto veloce nei pressi della basilica.
La quarta basilica è a poche centinaia di metri da San Giovanni e quindi, dopo il pranzo, siamo subito nella piazza della basilica di Santa Croce in Gerusalemme (-4- 1 Km), basilica voluta dall’imperatore Costantino per conservare le reliquie della croce che la madre S. Elena aveva portato da Gerusalemme (IV° d.C.). Purtroppo è ancora presto e la chiesa è chiusa. Non possiamo fermarci perché sono quasi le 14 e la strada è ancora lunga; siamo un po’ oltre la metà del pellegrinaggio.
Ci dirigiamo verso il Verano, che è il cimitero storico (enorme) di Roma. Il quartiere di San Lorenzo è diventato famoso anche per la visita (20 luglio 1943) che il pontefice Pio XII fece dopo il bombardamento tedesco del 19 luglio 1943 durante la seconda guerra mondiale. Evento rarissimo che un Papa uscisse dal Vaticano.
Alle 14.45 siamo a Porta Maggiore, altro angolo stupendo della Roma imperiale. Il tutto rovinato da un traffico allucinante; sarà lo sciopero dei mezzi pubblici, sarà per qualche corteo di manifestanti... tutto il quartiere di Porta Maggiore è bloccato; non ci si muove... tranne che a piedi. Alle 15.15 siamo davanti al cimitero del Verano e raggiungiamo la basilica di San Lorenzo al Verano (-5- 1,8 Km) detta anche di San Lorenzo fuori le mura. È molto semplice e per questo bellissima. Nel piazzale, un grande statua di Papa Pio XII ricorda quella visita dopo il bombardamento; evento che viene ricordato anche da una targa posta sotto il portico della chiesa, dove troviamo anche la tomba di Alcide De Gasperi.
In chiesa è allestita la camera ardente per un defunto, per cui esitiamo ad entrare; nel frattempo arriva il sindaco di Roma Alemanno con una numerosa scorta. Approfittiamo del movimento per raggiungere la cripta, molto colorata e suggestiva, dove troviamo la tomba di Papa Pio IX (l’ultimo Papa-Re). La presa di Roma (20 settembre 1870), nota anche come Breccia di Porta Pia, fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. Nella cripta è conservata anche la lastra marmorea dove è stato “arrostito” il corpo del martire San Lorenzo.
Lasciamo la basilica per tornare verso il centro, in direzione Stazione Termini che raggiungiamo poco dopo le 16 e alle 16.30 siamo alla basilica di Santa Maria Maggiore (-6- 2,4 Km) una delle basiliche giubilari maggiori, tra le più antiche di Roma; qui si ricorda il miracolo della neve (5 agosto) e si conservano reliquie della nascita di Gesù a Betlemme.
Alle 17 lasciamo la basilica per l’ultimo tratto verso San Pietro. Anche oggi, pur senza zaino, la fatica si fa sentire, ma è una bellissima passeggiata.
Un quarto d’ora e siamo a Piazza Venezia e poi su per via del Plebiscito e poi corso Vittorio Emanuele II. Alle 17.30 ci fermiamo alla chiesa di Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova) per far visita alla tomba di San Filippo Neri (Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595), l’ideatore di questo pellegrinaggio (1552), oltre che inventore degli oratori. Un Santo sicuramente da riscoprire perché incredibilmente e meravigliosamente moderno, ancora di grande attualità.
Sono quasi le 18 quando attraversiamo il Tevere (sono 10 ore che siamo in cammino) e in un attimo raggiungiamo la basilica di San Pietro (-7- 3,9 Km). Non c’è tempo per una visita all’interno della basilica, visita che programmiamo per domani, con calma.
Il Pellegrinaggio delle Sette Chiese è stata un’altra bellissima esperienza. È vero, forse il nostro giro ha avuto poco del pellegrinaggio, abbiamo avuto poco tempo per fermarci, per pregare o riflettere sui luoghi che abbiamo toccato. Ma comunque rimane una “passeggiata” (24 Km) che consigliamo a tutti, per vedere una Roma diversa, più vera, reale. Poi c’è il valore del camminare: quando si giunge ad un santuario a piedi si ha tutta un’altra percezione del luogo rispetto a quando si arriva in auto o in autobus. Per quanto riguarda poi la riflessione abbiamo tempo, una volta a casa, di rivivere le sensazioni e approfondire la bellezza e l’importanza dei luoghi visitati. Rientriamo dalle sorelle oblate di Villa Riari per una doccia, un breve riposo, pronti per un’altra gustosa cena nel “nostro” ristorante in Trastevere: Il Conte di Monte Cristo. Anche questa sera una bella carica di buonumore e una buona ricarica di ... calorie.
PS: questa è l’ultima notte... ma non ci pensiamo per non lasciarci prendere già da ora dalla nostalgia. Abbiamo ancora una bellissima giornata da gustare... e che giornata.



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