La Via Francigena di San Francesco

Il pellegrino va sempre avanti

© Testo e foto: Riccardo FERRARI
Pagina 4 di 7

3ª Tappa
FARA IN SABINA - MONTEROTONDO
18 aprile 2012


Anche in convento la sveglia è puntata alle 6.30 e subito inizia la ricerca della suora per accomiatarsi e pagare il dovuto. È un’impresa perché queste suore sono proprio eremite, difficili da trovare; e poi vivono (in 9) in un... castello. Il convento è in effetti un posto incantevole sia per posizione che per l’architettura e il giardino...
Alle 7.15 comunque riusciamo a partire; abbiamo ormai capito che di cartelli della Francigena non ne troveremo fino al ricongiungimento con il percorso ufficiale ad Acquaviva di Nerola. Quindi l’obiettivo è di raggiungere al più presto questa località, sopportando anche un po’ di asfalto (comunque con pochissimo traffico).
Scendiamo dal colle di Fara in Sabina velocissimamente, vista la strada in continua discesa che ci porta (siamo ormai alle 9) al paese di Canneto. Qui ne approfittiamo per una buona colazione (visto che siamo in giro digiuni dalle 6.30) e per acquistare i viveri per il mezzogiorno; è pericoloso restare senza energia quando si affrontano queste forti camminate.
Alle 9.40 dobbiamo lasciare Canneto con una certa fretta perché la strada è ancora lunga; così non abbiamo tempo per scattare una fotografia all’ulivo più grande d’Europa che si trova nelle campagne di Canneto, ma un po’ fuori rotta...
Alle 10.30 lasciamo la Sabina ed entriamo in provincia di Roma e alle 10.55 entriamo ad Acquaviva di Nerola dove, finalmente, ritroviamo i cartelli della via Francigena di San Francesco. Ci sentiamo un po’ più sicuri e sollevati; la presenza della segnaletica è importante, non tanto per raggiungere le varie località segnate sul percorso, quanto per evitare strade asfaltate e trafficate.
Dopo un’ora siamo ai piedi del paese di Montelibretti; in alto si vede il palazzo Barberini che si affaccia a strapiombo sulla valle. Facciamo sosta nella periferia del paese per un caffè e per far scorta di acqua. Un breve riposo e si riparte.
Il paesaggio è sempre molto bello. Le alte colline della Sabina si sono abbassate e ora c’è molta pianura e campi.
Alle 13.15 facciamo sosta per il pranzo, seduti sull’erba, in aperta campagna, all’ombra di una grande quercia ad un bivio ben segnalato... quindi al sicuro.
Le soste non sono mai troppo lunghe, anche perché Monterotondo è ancora distante; e poi ad ogni sosta le gambe si intorpidiscono e fanno sempre più fatica a ripartire, si ribellano, ma una volta calde rispondono sempre bene.
Compaiono dolori vari a muscoli che neppure sapevamo di avere. Anche questo è un modo per approfondire la conoscenza di se stessi.
Alle 14.00 siamo già in marcia ma dopo circa venti minuti siamo ad un bivio non segnalato. Fortunatamente poco distante vediamo un bar ed è pure aperto: La Muraccia. È un circolo di pesca, infatti dentro il parco c’è un laghetto per la pesca privata. Una giovane barista, molto gentile, ci dà tutte le indicazioni del caso e molto precise. Approfittiamo per un caffè e si riparte.
Alle 15.40, mentre attraversiamo la bella campagna romana, troviamo un’area pic-nic con sullo sfondo una torre romana in restauro. Ci fermiamo per un po’ di frutta (mele) e ripartiamo subito.
Poco prima delle 18.00 entriamo a Monterotondo, una città abbastanza grande; ce se ne accorge quando la attraversiamo a piedi... Raggiungiamo il palazzo comunale (ovviamente in cima al paese) dove abbiamo appuntamento con Cinzia del B&B La Cupella. Con sorpresa troviamo un po’ di Brescia: Cinzia infatti è originaria di Ospitaletto (comune che confina con il nostro) e quindi ci sentiamo tra compaesani.
Il B&B è molto carino e finalmente possiamo riposare per un paio d’ore con doccia e un po’ di studio della difficoltosa ultima tappa... si arriva a Roma e le grandi città sono nemiche dei pellegrini come noi che amano la natura.
Alle 20 cena al ristorante “Antica Trattoria dei Leoni”, in pieno centro storico, locale saggiamente consigliatoci da Cinzia.
Questa sera tutto carne: dopo antipastino locale, si parte con lombate, abbacchio, ... facciamo il pieno di proteine, il tutto accompagnato con un buon rosso robusto.
Le cene del pellegrino sono sempre ... mitiche. Si rivivono le emozioni della giornata, le curiosità, gli inconvenienti... e ci si fanno molte risate; anche la fatica fisica, quando la mente è leggera e ben ossigenata, contribuisce al buon umore.
I passi della giornata: 47.620
Si va a letto molto volentieri e ci vediamo anche un po’ della partita di Champions League tra Chelsea e Barcellona... ma il sonno arriva subito.



ACQUISTA LA GUIDA ONLINE ● Sconto 15%


Il cammino di San Benedetto

Simone Frignani

Nella guida troverete tutto quello che c'è da sapere per mettersi in cammino: le cartine dettagliate, la descrizione del percorso, le altimetrie, i luoghi da visitare e dove dormire.



MADONIE A PIEDI
24 itinerari escursionistici nelle "Alpi di Sicilia"

Vincenzo Anselmo

Nella guida, ampiamente illustrata con fotografie ricercate e di grande effetto, troverete tutto quello che c'è da sapere per mettersi in cammino e scoprire i luoghi più affascinanti delle Madonie, una delle aree protette di maggiore pregio naturalistico, paesaggistico e storico-culturale della Sicilia.