La Via Francigena di San Francesco

Il pellegrino va sempre avanti

© Testo e foto: Riccardo FERRARI
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Il progetto di ripercorrere le grandi vie dei pellegrini medievali, e in particolare di Francesco, si arricchisce di una nuova esperienza che si unisce in modo naturale alle precedenti già sperimentate: raggiungere Roma a partire dalla Valle Santa di Rieti. Nel 2009 siamo partiti dal santuario francescano della Verna (Arezzo), il luogo dove Francesco ricevette le stimmate, per raggiungere Assisi sul percorso “Di qui passò Francesco” (http://www.diquipassofrancesco.it/).
Nel 2010 abbiamo raggiunto la Valle Santa di Rieti (Poggio Bustone) e quest’anno, partendo da dove eravamo rimasti, si punta verso Roma, seguendo la via Francigena di San Francesco. Dalla Verna a... Roma passando per Assisi... un bel percorso. Tante esperienze, tanti passi, luoghi vissuti e persone incontrate nella fraternità e semplicità che la fatica fa sgorgare spontanea.
Il gruppo 2012 è così composto: Riccardo, Pier Antonio, Mariella e Sonia. Il cammino era già pronto da più di un anno (era in programma per l’estate 2011), ma la partecipazione alla GMG di Madrid ha fatto saltare i piani; però alla prima occasione siamo partiti. Abbiamo scelto di partire in primavera per evitare il caldo di agosto (viste le precedenti esperienze) e direi che la scelta si è rivelata azzeccata.
Domenica 15 aprile, domenica “in albis”, alle ore 7.05 abbiamo preso il treno che da Brescia ci ha portato a Roma dove siamo giunti verso le 11.
Durante il viaggio abbiamo programmato questa prima giornata dedicata al trasferimento; così approfittando del sole che, inaspettatamente, abbiamo trovato appena giunti nella capitale, siamo andati in Piazza San Pietro per recitare con il Papa il “Regina Coeli” e ricevere da lui la sua benedizione quale viatico per il nostro cammino. La piazza era gremita, come al solito, sempre molto bella e suggestiva. Lì abbiamo iniziato ad entrare nel cammino, nello spirito del cammino.
Alle 13.30 abbiamo preso l’autobus che ci ha portato a Rieti. Un autobus da terzo mondo (con tutto il rispetto per il terzo mondo): sporco, rotto, puzzolente, che mai avremmo pensato potesse circolare in Italia. Qui dobbiamo affibbiare una nota di demerito alla Contral (compagnia di trasporti che opera nel Lazio) per la qualità di questo servizio. Non era tanto per noi che, da pellegrini, siamo predisposti ad adattarci a tante condizioni particolari, ma per i tanti pendolari che quotidianamente utilizzano quell’autobus. “Teribbile” - come si dice a Roma.
Procediamo. Alle 15.20 siamo a Rieti dove subito veniamo accolti da Rita, la padrona di casa del nostro B&B “La Terrazza Fiorita”, con un buon caffè e tanta cordialità.
Rita è anche guida turistica e ci ha invitato ad un tour nella “Rieti sotterranea” in programma alle 16 con lei nel ruolo di guida. Ovviamente alle 16 eravamo puntuali al “Ponte Romano” per iniziare questa visita che si è rivelata molto interessante, sia per la suggestività dei luoghi, sia per la bravura e la passione di Rita.

“Sotto l'odierna via Roma, è possibile ammirare un meraviglioso scorcio dell'Italia sotterrane: i resti del viadotto romano costruito nel III secolo a.C. come conseguenza della conquista romana ed affiancato all'opera di bonifica della piana. Questo manufatto, superando il fiume Velino, permetteva alla Via Salaria, l'antica via del sale, di raggiungere la città evitando allagamenti ed impaludamenti, assumendo così un ruolo di estrema importanza per la Reate romana che necessitava di un diretto collegamento con l'Urbe. La struttura, inglobata nei sotterranei di alcune nobili dimore reatine, è formata da grandiosi fornici costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino caverno, a sostegno del piano stradale. La consolare Salaria dopo aver superato il fiume Velino, attraverso il solido ponte in pietra dove sono ancora visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri utilizzati per il trasporto del sale, raggiungeva il foro, situato dove si estende l'odierna piazza Vittorio Emanuele II, e piegando a destra sulla via Garibaldi formava gli antichi cardo e decumanus.” (http://www.rietidascoprire.it/servizi/rietisotterranea.html)

Alle 17.45 siamo riemersi dai sotterranei e ci siamo diretti in Cattedrale dove alle 18 abbiamo partecipato alla S. Messa presieduta dal Vescovo mons. Delio Lucarelli in occasione della Festa della Madonna del Popolo, festa mariana locale. Alla funzione partecipava la confraternita della Madonna del Popolo con la presenza della banda.
Visto il tempo piovoso e umido, la tradizionale processione serale è stata sospesa e sostituita con la recita del S. Rosario in cattedrale, accompagnato da canti e musiche della banda.
Dopo la Messa abbiamo approfittato per andare a sistemare i bagagli e metterci qualche indumento più pesante e poi siamo ritornati in duomo per farci apporre il timbro sul passaporto del pellegrino.
A questo proposito va un ringraziamento all’APT di Rieti (http://www.apt.rieti.it/) per il materiale informativo che ci ha fornito circa il cammino (mappe, cartine, informazioni), sia per il Passaporto del Pellegrino, ma soprattutto perché ci ha fatto recapitare il tutto presso il B&B dove eravamo alloggiati, dato che noi siamo arrivati a Rieti di domenica quando gli uffici sono chiusi.
Una breve divagazione sul “Passaporto del Pellegrino”: questo documento, chiamato anche “credenziale” è un opuscolo che attesta che il possessore sta compiendo un pellegrinaggio a piedi (o bicicletta...) verso una città “santa” (Roma, Santiago di Compostela, Gerusalemme, Assisi...). Su questo passaporto si appongono i timbri delle località che si incontrano sul cammino: santuari, parrocchie, associazioni, B&B, ... per confermare il cammino.
Al raggiungimento della meta il pellegrino, mostrando il suo passaporto all’ufficio preposto, riceve un attestato che testimonia il cammino fatto. A Santiago tale documento prende il nome di “Compostela”, a Roma di “Testimonium”.
Ma di questo ne riparleremo quando saremo giunti a ... Roma.
Torniamo a Rieti. Nella Cattedrale, terminate le funzioni mariane (erano ormai le 20), siamo riusciti a far timbrare i nostri “passaporti” e dare quindi avvio ufficiale al cammino.
Ora tutti a cena... la serata uggiosa e il periodo non proprio estivo ha tenuto chiusi molti locali, ma una locanda l’abbiamo scovata: “La Taberna dei Sabini” dove abbiamo mangiato molto bene e in tutta tranquillità. Le cene del pellegrino sono tra i momenti più belli e indimenticabili del cammino; anche di questo ne riparleremo. Di solito si gustano piatti tipici come ad esempio “Le fregnacce alla grigia”...
Ore 23 finalmente a nanna perché la giornata del pellegrino inizia presto e le previsioni del tempo non promettono nulla di buono.



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