Di qui passò Francesco

Da La Verna ad Assisi in compagnia di "fratello sole" e... "fratello zaino"

© Testo e foto: Riccardo FERRARI
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Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. È da circa un anno che stiamo pensando e progettando questo cammino, dal giorno (6 settembre 2008) in cui siamo rientrati dal più famoso Cammino a Santiago de Compostela.
Allora i pellegrini erano 17, oggi siamo rimasti in 4 (Riccardo, Paolo, Pierantonio e Mariella) ma il resto della truppa ci raggiungerà direttamente ad Assisi per poi far ritorno insieme a Calino.
La voglia di riprovare le emozioni, le sensazioni, le fatiche, le meraviglie provate sui sentieri di Santiago hanno animato la nostra preparazione, acceso e rinfocolato gli entusiasmi.
Il timore era di trovarci su un Cammino “si serie B”, lontano parente di quello sperimentato l’anno prima, come il sequel di un film che quasi sempre non risulta così coinvolgente quanto l’originale. Per sgombrare subito il campo da ogni equivoco voglio subito sottolineare che il Cammino che dalla Verna ci ha condotto ad Assisi è un “vero” Cammino, un percorso sì diverso da quello di Santiago, ma comunque “tosto” e nello stesso tempo affascinante.
Ma torniamo alla cronaca del nostro cammino.
Abbiamo deciso di dedicare un giorno intero al trasferimento Calino – La Verna anche perché vogliamo che questa esperienza sia anche una “vacanza”.
Partenza alle ore 7.45 da Calino con destinazione Arezzo. Il Santuario della Verna, infatti, si trova nel comune di Chiusi della Verna in provincia di Arezzo.
Il viaggio in autostrada è stato molto tranquillo e alle 11.15 eravamo già “turisti” ad Arezzo.
Ispirati dal film “La vita è bella” di Benigni, girato per molte sequenze tra le vie e le piazze di questa bellissima città, abbiamo gustato anche noi alcune “perle” architettoniche e artistiche. Dalla chiesa di S. Agostino, passando per la chiesa di S. Francesco, siamo giunti nella famosa Piazza Grande. Il tempo splendido ha fatto risaltare la bellezza di queste vie e piazze.
Poi siamo saliti verso il duomo (dedicato a S. Donato), ammirato il Palazzo comunale e passeggiato per il parco.
Dopo un piacevole pranzo tipico toscano (“Miseria e Nobiltà” il nome del ristorante) abbiamo preso la direzione di Bibbiena per poi salire verso Chiusi della Verna e arrivare (verso le 15.30) al Santuario.
Iniziava la nostra avventura di “pellegrini” e, come buona norma, i pellegrini devono affrontare incertezze ed inconvenienti; pronti... via... ecco il primo intoppo: alla portineria del Santuario la mitica suor Priscilla ci mette di fronte al fatto che nonostante la prenotazione fatta giorni prima, per un disguido i posti letto nella struttura della “Beccia” non sono più disponibili...
Dopo un attimo di smarrimento, suor Priscilla sbroglia la situazione trovandoci in 10 minuti un’altra sistemazione al “Pastor Angelicus”, una semplice ma bella pensione gestita da suore nel paese di Chiusi della Verna.
Suor Priscilla appone il “sello” (timbro) sulle nostre “credenziali”, timbro che dà inizio ufficiale al Cammino. Un altro “sello” ci verrà fatto al “Pastor Angelicus”. Adesso siamo in piena regola pellegrini ufficiali sul cammino “Di qui passò Francesco”.
Approfittiamo del pomeriggio ancora presto per gustare la visita al Monastero. Dalla cappella delle Stimmate, al Sasso Spicco, dalla Basilica fino a tutti gli ambienti che fanno della Verna un luogo tra i più famosi e importanti del francescanesimo nascente.
Verso le 18 prendiamo alloggio al “Pastor Angelicus” e consumiamo una semplice ma abbondante cena. Poi facciamo due passi in paese per gustarci il fresco (siamo poco sopra i 1.000 mt) e, allietati da una birretta, progettiamo la prima tappa.
Alle 23.00 spegniamo la luce dopo aver puntato la sveglia alle 6.00.



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