Cammino di San Benedetto

L'effervescente cammino di una pellegrina

© Testo e foto: Cinzietta MOUNTAIN
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Venerdi-sabato 17-18 maggio Leonessa-Poggio Bustone (15 km), Rieti (19 km)

Per la serie... quando le tappe sono corte...
Fra' Anavio mi aveva detto che alle 7:30 c'era la messa e dopo la colazione, e, anche se tutto libero mi è sembrato doveroso ascoltare la loro messa, tanto la tappa è corta... Dopo messa e colazione riesco a partire circa alle 9. Prendo da sotto il paese la strada che porta al Terminillo, e dopo 5 km di strada, dove il tempo sembra buonino, prendo un sentiero verso destra che mi porta su, dove comincio a vedere che ci sono un po' di nuvole-nebbia basse e comincia anche a piovere. Più vado su più questa situazione peggiora. Sono tra i boschi e faccio fatica a trovare i segni per la fitta nebbia in cui mi ritrovo. Nel percorso ci sono tratti in mezzo al bosco, e qui tutto ok, riesco a seguire i segni a vista d'occhio l'uno dall'altro e la nebbia è un po' meno fitta, ma ci sono dei piccoli spiazzi ogni tanto della grandezza di una cinquantina di metri di diametro in cui faccio fatica a trovare i segni.
Le canzoni della giornata sono “La luce dell'est” ed “Emozioni”, di Lucio!!!! La guida dice che dopo il cippo di confine 454 c'è il 457, li sorpasso e vedo anche l'indicazione per la fonte Petrinara a 10 minuti e poi il niente assoluto più... girovago per il bosco per tutto il pomeriggio. Provo sotto una pioggia battente a cercare il sentiero con il GPS, lo trovo e vedo che il punto più vicino dal percorso è di circa 1500 mt da me. Cerco di raggiungerlo e mi ritrovo a seguire un sentiero CAI (non ho mai lasciato i segni bianco-rossi) che a un certo punto in basso incrocia il sentiero di San Benedetto, ma essendoci solo palle gialle senza il verso (sarebbe meglio mettere frecce e non palle!!!) credo di aver preso il verso opposto. Quando mi rendo conto torno sui miei passi, e in basso accanto al fiumiciattolo vedo che il sentiero sale, per cui essendo passata al cippo 457, che dovrebbe essere il punto più alto poi si scende solo, vado completamente in confusione perché dovrei scendere e invece salgo... mistero.
Più volte vado su e giu dicendo... no devo scendere... ma poi... se porta di qui si salirà, e le palle gialle in questo non mi hanno aiutato, tanto più che su un albero in un verso c'era il segno del mio cammino e nell'altro la T con la R del cammino di Roma... allora ALL CONFUSED!!!!!! Alla base del fiume c'è oltre ai due segni un segno accanto ad un albero che è tipo un “<” che mi porta ancora più in confusione perché da un lato sembra cambio di direzione e dall'altro una freccia... e tra un po' di incazzi vari cerco pure di attraversare il fiumiciattolo (e chi conosce sa quanto mi piace guadare BLLAAAA!!!!), e non sapendo guadare finisco nel piccolo rio coi piedi, che se non erano spolti prima adesso si.
Mi sembra che uno dei miei sogni ricorrenti, dove non riesco a trovare la strada giusta e girovago in qua e in la, si stia avverando... infatti mi sembra un dejavù... ...intanto sono le 19:30 e avendo l'antenna GPS scarica, e non avendo copertura al cellulare per cui potrei seguire le mappe con internet penso che “forse” mi toccherà stare una notte in compagnia della natura.
Faccio l'ultimo tentativo di fare il sentiero in salita, ma a un certo punto il nulla... il sentiero è sbarrato.
Ok sono le 20.45, scendo un po' dal posto dove il sentiero è sbarrato perché essendo in alto è un po' ventoso, e trovo un tronco messo di traverso dove mi posso sedere (credo che sia stato messo lì per me e sistemato bene tipo uno sbarramento), poso lo zaino, (non piove dalle 16). Cerco di avvicinarmi un po' di legna che faccio fatica ad accendere anche se è piccola perché bagnata, provo a far fuoco con la guida, ma le pagine fanno fatica ad accendersi perché plastificate (nota a posteriori: meglio fare delle guide infiammabili????), fino a che mi rimangono 2-3 pagine e il fuoco parte (avevo dei fogli ancora se ce ne fosse stato bisogno, ed è qui che ho acceso anche un po' di fogli del taccuino dove scrivo il diario...).
...e pensare che questa è la prima volta in 10 anni che cammino, che mi porto dietro l'accendino!!!! Me lo sentivo??? Me la sono tirata?? Fatto sta che meglio così. Mi sono messa addosso tutto quello che avevo e per tutta la notte tra il fuoco e i vestiti non ho avuto freddo per nulla, anche se credo che la temperatura sarà stata di 3-4 gradi, sono a 1500 metri quasi.
La mia unica preoccupazione in quel momento era di non poter comunicare coi miei per la solita telefonata calmante giornaliera, ma poi come d'incanto anche questa preoccupazione è svanita, e ho realizzato solo dopo che questa era svanita nella stessa ora in cui mia madre ha provato a telefonarmi e non ha trovato la copertura... telepatia madre-figlia???? Mi ero disegnata nella mia testa che se lei provava a telefonarmi e non mi trovava capiva che il cellulare non prendeva e si tranquillizzava perché pensava che nemmeno io potevo contattarla per lo stesso motivo. Boh! la testa in certi momenti fa delle cose strane per proteggersi.
Il buio in un bosco è buio vero... che bello... prima di accendere il fuoco ho sentito sia dei cinghiali che degli uccelli, ma dopo gli unici rumori nel bosco per tutta notte sono stati, qualche uccello, il rumore del vento, lo “stok” di qualche ramo che si rompeva e i campanacci di alcune mucche che avevo visto prima nella radura della montagna di fronte. Il mio stato d'animo per tutta notte è stato di pace interiore, come in sintonia con la natura e quasi uno stato meditativo continuo. Qualcuno dopo mi ha chiesto se avessi avuto paura... nooo anche perché a cosa serve se ci si trova in certe situazioni la paura?? Pericolo oggettivi non ce ne sono, credo che ce ne siano più in una città piena di gente. Avevo la sensazione che non era la “mia ora” per cui ho sentito sintonia con la natura e senza voler esagerare ho pensato a San Francesco che della natura ha fatto il suo essere. Ma... cosa ho fatto fino alle 6??? Beh dormire no, dovevo stare dietro al fuoco, che col fatto che la legna era bagnata dovevo metterla su con largo anticipo... e poi?? Pensato e pensato...
Il 17 maggio è una data legata a una persona che ha fatto parte della mia vita... mi avrà pensata?? Se si sono uscita indenne con un'esperienza che comunque è stata bellissima... allora grazie!!!!
Ho pensato alla frase-proposito che mi sono data per il 2013: “se vuoi avere qualcosa che non hai mai avuto devi essere disposta a fare qualcosa che non hai mai fatto” ...alla faccia!!!
Questo 2013 mi sta portando a casa cose straordinarie per la mia vita: il 27 gennaio, esperienza non condivisa da tutti per cui non la racconto (quella di questa sera è mooolto vicina), “IO” che ho messo fine a una relazione che non andava, la voglia di vendicarmi che è un sentimento che non ho mai avuto (se però si gioca coi sentimenti e/o con la mia dignità di donna, mi sono accorta che tutto può essere), e poi questo... be non male nei primi 5 mesi dell'anno...
Comunque con calma arrivano le 6 che è perfettamente giorno, spengo per bene il fuoco, e parto senza zaino alla scoperta di dove diamine porta questo sentiero, e vedo che una cinquantina di metri prima dello sbarramento del sentiero, c'è un piccolo segno sbiadito su un albero che devia il sentiero verso destra di poco... ma come ho fatto a non vederlo ieri??? Si vede che doveva andare così... e va bene così. Sono ancora come in fattanza dalla notte brava... Scendo a prendere lo zaino e mi appresto, seppur ancora con qualche dubbio sul fatto che salivo, a seguire i segni gialli e sapete dove sbuco??? Al cippo 457 e lì subito a sinistra c'è segnato il mio percorso... mi do un vaffa e proseguo.
Il giorno prima era uno di quei posti dove la nebbia era così fitta che non si vedeva a 3 metri. Da lì in effetti inizio a scendere e poco dopo circa 10 minuti trovo il fontanile di Petrinara, dove finisco l'acqua che ho, avanzata del giorno prima, per rispetto a quello che mi ha accompagnato in questa avventura. Subito prima del fontanile avevo visto quello che rimaneva di un cavallo fresco spolpato, dove si riusciva a capire che fosse un cavallo solo perché si vedeva dal collo in su e i piedi, per il resto solo le ossa, col sangue ancora fresco, o caldo che si voglia dire, una carcassa formata solo dalle ossa della cassa toracica e la spina dorsale... quasi un manichino... segno di presenza vicina e viva di cinghiali.
Di questo giorno non ho, causa pioggia e un po' la stanchezza, foto... peccato!! Dopo il fontanile per sentiero arrivo quasi subito a Poggio Bustone, dai frati che mi offrono la colazione e mi chiedono logicamente che fine ho fatto il giorno prima... e io racconto, non ho intenzione di mentire nemmeno alla mia mamma, per cui racconto tutto, anche della “non paura” sulla notte appena trascorsa.
Decido che per oggi basta camminare e di andare a Rieti in bus... me lo merito.
Nell'attesa faccio un giretto in questo paesello che sogno da un bel po', visto che ha dato i natali al mio cantante italiano old style preferito: Lucio Battisti. Tutti, soprattutto le persone di una certa età, si ricordano di lui... mi piace!!!!
In questi piccoli paesini messi in verticale, quando vedi le persone che ci abitano, sono quasi esclusivamente in là con gli anni (non è il caso di Poggio Bustone) e pensi che debbano avere delle gambe a forma di su e giù per il paese e quindi anche un cuore buono, e se sono di una certa età di sicuro hanno passato il test da sforzo naturale a cui il paese li obbliga, per cui passato il test sono arzilli e svegli, e se non stai attenta ti prendono pure per c...... sono straordinari.
Comunque questo paese è bellissimo per l'aria frescolina che ci si trova, e gode di un panorama sulla valle Aretina niente male... alla faccia... ho delle foto ma non rendono l'idea.
Arrivo a Rieti in bus e scopro che le suore dove dormo sono a 3-4 km fuori dal centro, per cui il bus mi lascia vicino alle suore ma lontanuccia dal centro.
Ma comunque c'è un bus che può portarmi in centro... per continuare il cammino mi serve una cosa essenziale... la guida.
Dopo aver svolto le operazioni di rito, incluso lavaggio di tutto quello che ho addosso che sa di fumo e che non si asciugherà, mi accingo ad andare in centro...
...problema: devo andare in centro, ho solo 3 ore che possono sembrare tante ma non se ci vogliono 20 minuti ad arrivarci in bus e il bus c'è dopo 40 minuti... ma mi rassegno e aspetto.
Vedo Rieti solo per un'ora molto velocemente e recupero in una libreria del centro la guida; ho giusto il tempo per una birretta e un piccolo aperitivo e poi via... dalle suore dove cenerò alle 19:30 in compagnia di 3 pellegrine che hanno terminato il cammino “di qui passò Francesco” e domani tornano a casa. Dopo la cena finalmente lettoooooooo.



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SCRITTA DALL'AUTORE DEL CAMMINO


Il cammino di San Benedetto

Simone Frignani

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